Archivi del mese: dicembre 2011

Magia Orientale

Magia orientale

La magia in estremo oriente è sempre stata praticata in particolar modo con l’utilizzo di oli, erbe, spezie e simboli rappresentanti le più svariate divinità.
I riti magici venivano svolti con lo scopo di poter elevarsi mentalmente e spiritualmente.

L’India è un Paese estremamente mistico, soprattutto per via dell’ ampia quantità di miti indiani elencati all’interno di un libro antichissimo  chiamato RIG VEDA.
Il Rig Veda contiene moltissimi Inni dedicati alle divinità mitologiche tra le quali possiamo trovare INDRA che è il re degli indù e colui che governa il cielo; questa figura divina porta un fulmine nella mano destra con lo scopo di combattere la siccità portando la pioggia sulla terra ed inoltre prima di ogni battaglia, come raccontano gli Inni, Indra beve una pozione magica chiamata SOMA che funziona come elisir d’immortalità.
Altro dio che possiamo ritrovare negli Inni è AGNI il dio del fuoco, colui che simboleggia la scintilla della vita.
Agni ha il ruolo da intermediario tra gli dei e l’uomo  attraverso l’elemento del fuoco, e ancora oggi in India viene venerato durante le feste del fuoco.
Altra presenza divina importante nel libro è BRAHAMA il dio creatore che, insieme a VISHNU, protettore del mondo, e SHIVA il distruttore, formano la triade divina indù.
Lo scopo dei mistici indiani è quello di entrare in uno stato superiore di coscienza e di essere.

La Cina, civiltà più antica del mondo, si basa sulla credenza del numero 5; un numero magico, infatti la struttura materiale del mondo cinese è composta proprio da 5 elementi quali fuoco, legno, metallo, terra e acqua.
La divinazione cinese si basa inoltre sullo YIN e sullo YANG, dove Yin sta a significare  oscurità, ombra e femminilità, mentre lo Yang significa sole, luce e mascolinità.
Lo Yin e lo Yang sono inseparabili, uno dipende dall’altro, e rappresentano le leggi naturali dell’universo .

In Giappone esiste lo SHINTO, ovvero  sistema più antico di credenze il quale riguarda l’adorazione di KAMI.
Kami non è un dio, bensì sono tanti dei che ogni essere vivente ha dentro di sé, ed in Giappone si svolgono feste in cui l’immagine di un kami  viene posto all’interno di un sacrario, e ragazzi e ragazze lo sollevano verso l’alto con lo scopo di purificare i quartieri e loro stessi.
Un’altra delle divinità principali in Giappone è AMATERASU, la dea del sole, ed il suo santuario viene sempre ricostruito nella stessa forma in paglia e cipresso come si faceva nel VII secolo.

L’Asia meridionale ha subito molta influenza dalla tradizione culturale cinese ed indiana e solo pochissimi posti hanno una loro vera e propria tradizione.
Ad esempio a Bali c’era una tradizione del tutto propria, infatti era solito compiere rituali ai crocevia delle strade per allontanare i diavoli maligni; all’inizio del rituale alcuni uomini suonavano un corno per richiamare i diavoli,  dopodichè altri uomini armati di torce e maschere spaventose li allontanavano dal paese.
Invece nel Borneo ogni volta che avveniva una nascita, veniva piantato un albero da frutto così che la vita del bambino fosse legata alla crescita dell’albero.
Infine nelle Filippine si pensava che le anime degli antenati defunte vivessero negli alberi.

Annunci

Magia Europa

La magia europea

La stregoneria in Europa fondamentalmente era ciò che restava delle religioni neo-pagane locali, le quali sopravvissero almeno mille anni alla cristianità.

La stregoneria era molto diffusa in Europa ed il termine si rifaceva a coloro che praticavano riti magici. Tutt’oggi la stregoneria è ancora praticata in particolar modo in Francia dove si possono trovare vere e proprie riunioni di streghe denominate ESBATS; in Italia, nonostante ci sia la presenza della Chiesa, ci sono molti adepti alla stregoneria.

Con la pratica della stregoneria ovviamente si diffuse in tutta Europa la persecuzione alle streghe con la conseguente uccisione di molti innocenti, in particolar modo donne.

Matthew Hopkins, famoso cacciatore di streghe, fece condannare in Inghilterra 200 streghe per motivi futili, ad esempio furono condannate tutte quelle streghe che celebravano i giorni festivi pagani o festività stagionali pagane , oppure perchè semplicemente avevano i capelli rossi ( simbolo del diavolo) o, ancora, coloro che utilizzavano erbe e prodotti naturali per guarire.
I riti che attiravano maggiormente l’attenzione ai cristiani ed ai persecutori erano quelli in favore alla fertilità dei raccolti e degli animali.

Elemento fondamentale di streghe e stregoni europei era il possesso di un animale domestico, come gatti neri, rospi o gufi, i quali venivano consultati prima di dover praticare ogni tipo di rituale e pratica divinatoria.

Invece nella tradizione scandinava l’arte della divinazione veniva praticata tramite l’uso delle RUNE, ovvero simboli composti da lettere e linee verticali, derivanti probabilmente dall’alfabeto etrusco.
Ogni runa oltre a contenere una lettera dell’alfabeto contiene in sè anche un grande significato magico  come per esempio la prosperità, l’amore, la fertilità, la fortuna, la protezione e così via…

Magia Africana

La magia africana

In Africa settentrionale, più di 1000 anni fa, il deserto del Sahara era estremamente fertile, e gli africani, secondo le loro usanze, piantavano nel terreno attorno a delle oasi  degli alberi per rappresentare simbolicamente l’universo poichè  era considerato come un “albero cosmico”;  ogni tipologia di albero aveva un suo significato, ad esempio la vite simboleggiava il mondo superiore e divino, il garofano simboleggiava la terra, ed il fico il mondo sottoterra.
Ovviamente non potevano mancare anche le palme, che però venivano piantate ed “utilizzate” dagli YORUBA, cioè uomini ( e mai donne )  che praticavano la divinazione; la cerimonia veniva chiamata ORACOLO IFA.
Elemento fondamentale, oltre alle palme, erano le danze e le maschere  durante un rituale.
I DOGON erano coloro che modellavano le loro maschere all’interno di grotte in modo tale da non essere visti da occhi indiscreti.
Le maschere venivano usate durante i riti di iniziazione oppure durante i riti funebri con lo scopo di allontanare gli spiriti malvagi.

Anche nell’africa centrale gli NSORO portavano le maschere,  nere e con gli occhi sporgenti; inoltre suonavano strumenti musicali e si pitturavano il corpo con dei simboli distintivi propri; ad esempio il capo dei Teke, colui che aveva un’anima sacra poichè poteva vedere nell’altro mondo, rafforzava i suoi poteri divinatori proprio grazie alle decorazioni sul viso, sugli indumenti e tramite l’utilizzo di strumenti magici come la collana di denti di leopardo che gli donava la forza del felino, o le conchiglie di ciprea attorno al capo, le quali simboleggiavano il legame con le forze spirituali.
Infine  c’erano anche i divinatori KOMO che erano coloro che portavano maschere ovali  durante le sedute divinatorie notturne e si ornavano di amuleti vari come campanelli, piume e bracciali in avorio ed inoltre portavano con sè sempre un sacchettino in pelle nel quale  c’erano amuleti vari fatti con materiali naturali come gusci di noci e legnetti.

Per finire abbiamo l’Africa meridionale, dove i riti venivano fatti in maniera collettiva a vantaggio della comunità.
Veniva fatto un classico rituale che noi tutti conosciamo, ovvero rituale della pioggia che consisteva nell’uccisione, da parte degli ZULU, di un “uccello della pioggia” dopodiché nel buttarlo in uno stagno sperando che iniziasse a scendere la pioggia; invece le donne sotterravano nella terra i loro figli fino al collo e pregavano affinchè il cielo s’intenerisse e facesse piovere.
Simbolo importante per la popolazione del sud Africa era il serpente cosmico, ovvero un grande serpente visto come creatore, il quale con la testa nel cielo e la coda nell’acqua della terra potesse legare i due suoi lembi fino a diventare un tutt’uno.
In questa zona c’erano gli stregoni e i CAFFRES.
Gli stregoni erano i guaritori dello spirito e del corpo, invece i CAFFRES erano coloro che allontanavano i mali dal villaggio tramite le capre, le quali venivano ricoperte con il sangue della persona malata, e in alcuni casi la capra veniva poi sacrificata.
La divinazione veniva effettuata anche qui ma attraverso l’utilizzo delle ossa.
Le ossa provenivano da diversi tipi di animali e venivano scelte a seconda delle caratteristiche degli animali stessi.
Ogni osso possedeva un lato positivo ed uno negativo, dove il lato positivo veniva decorato mente quello negativo veniva lasciato com’era .

Data la grande vastità dell’Africa non è mai stato possibile arrivare ad un unico concetto di magia ma l’unica cosa che ha portato ad una credenza comune negli dei e negli spiriti animali furono le tante forme di vita animale.

I Maya

Maya e Magia

E chi oggigiorno non ha sentito parlare delle profezie Maya, soprattutto quella riguardante la fine del mondo nel 2012?
Parlare di civiltà Maya significa parlare di civiltà precolombiana nata all’incirca intorno al 1500 a.C anche se le prime vere e proprie città vennero costruite verso il 300 a.C.
I Maya credevano fortemente ad una vasta rosa di divinità, un po’ come gli Egizi, ed il loro scopo era quello di catturare tutta la saggezza dell’universo, tant’è vero che costruirono maestosi templi sopra alle piramidi, i quali avevano il significato di vicinanza alle divinità, ed accanto a questi costruirono dei cortili nei quali venivano effettuati sacrifici in nome degli dei.
Inoltre in questi cortili venivano coltivate piantagioni di granoturco, elemento basilare per i loro riti magici i quali consistevano nell’offrire al dio del granoturco, AH MUN, un composto di acqua e granoturco all’interno di contenitori decorati.
Il composto aveva simbolo di vita e rinascita.
Altro elemento fondamentale dei rituali Maya erano le pietre parlanti o pietre di luce, con le quali effettuavano la divinazione ( diciamo che potevano essere dei precursori delle sfera di cristallo ).
In particolar modo le “pietre” venivano utilizzate dai veggenti per concentrare le forze spirituali ed i viaggi visionari con lo scopo di ritrovare le anime “rubate” dalle streghe malvagie.
Ma perchè anime rubate dalle streghe malvagie?
I Maya credevano di possedere due anime: una era l’anima del corpo tangibile e visibile ( il corpo ) e, invece, l’altra era quella invisibile e divisa in tredici parti che a loro volta potevano essere rubate (dalle streghe malvagie) oppure vendute al dio della terra AH PUCH per avere in cambio favoritismi divini.